Ubik e i mondi del Jazz, il primo lavoro artistico di Vincenzo Saetta

Ubik come l’omonimo romanzo dello scrittore statunitense Philip K. Dick che sapientemente ha saputo unire fantascienza e filosofia nella creazione di un lavoro caratterizzato dall’interferenza di due piani della realtà in cui i personaggi e la trama si sovrappongono tra futurismo e attualità. Era il 1969 e l’atmosfera di Ubik ispirava i moderni romanzi del filone noir.Il 18 febbraio 2012,la giovane etichetta discografica Cinik Records promuove e distribuisce il primo lavoro artistico di Vincenzo Saetta, talentuoso sassofonista classe 1974,già affermatosi nel circuito jazzistico italiano per le sue molteplici collaborazioni (vincenzosaetta.com) con artisti nostrani e internazionali.

Ubik, Vincenzo Saetta
Da un primo ascolto del lavoro è immediato che l’intento dell’artista è quello di segnare il suo esordio con un album per nulla scontato,impregnato di un sound che parla alla gente un linguaggio da molti definito “d’élite”;è un nuovo modo di fare jazz vestendo di tecnica un’ abilità rara,senza appensantirla con virtuosismi forzati ma prediligendo un ‘espressione pulita,ricca di sperimentazione.

Ubik raccoglie diversi stili ,un contenitore sperimentale di musica che si spinge oltre il tradizionale per unire la musica classica al jazz.Il sassofonista Bobby Watson,icona americana del post bop jazz,compositore,produttore ed educatore racconta il suo imprinting con la musica di Vincenzo in una nota introduttiva al disco a cui ha dato il suo contributo con la traccia “With Vincent again”,raffinata dedica al cognato defunto che impreziosisce questo lavoro.

Il genio artistico lo si ritrova nel riadattamento in chiave jazz del ”Waltz n. 9 opera 39” di J.Brams,datato 1865, una composizione per pianoforte a quattro mani di cui Vincenzo riesce a tutelare quel carattere spiccatamente romantico e intimista arricchendolo di spontaneità e forte libertà espressiva.

Con “Ubik” si percepisce nettamente un cambio di rotta:gli strumenti incedono in maniera nervosa segnando un approccio di rottura rispetto al resto del disco;il libero sfogo della creatività che esibisce il talento del Saetta e di coloro con cui è riuscito a dialogare…sì perchè questo cd vede la partecipazione di talentuosi astri del jazz quali Andrea Rea,Daniele Sorrentino,Luigi Del Prete,Alessandro Tedesco.

Menzione speciale per “I racconti dell’Arco”,ispirato al famoso monumento della sua Benevento :l’incedere delicato del quartetto d’archi diretto da Raffaele Tiseo regala a questo pezzo un’anima malinconica che diventa corpo vibrante nell’assolo di Vincenzo al sax soprano.Ad accompagnarlo nei suoi racconti, le voci strumentali degli amici di sempre: Peppe Timbro (contrabbasso), Antonello Rapuano (piano), Vittorio Silvestri (chitarra), Giampiero Virtuoso (batteria).

Bobby Watson ha definito Ubik un viaggio tra Africa, America, Europa, Kansas, New York, Tokio in cui a parlare è il linguaggio universale del jazz e volendo operare un parallelismo con il famoso romanzo di cui questo lavoro porta il nome, Vincenzo Saetta è una sorta di moderno demiurgo di Platone che da forme nuove alla musica, vivificandola con scelte interpretative di buon gusto.

Fonte: Megamodo

Posted on 28 febbraio 2013 in Press

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